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Vedo-la-Terra-blu: io e te da soli ...

Ho fatto un po' d'ironia su George W. Bush, e subito un mio caro amico ha commentato che ero troppo cattiva.
E' proprio così: qualunque sia il grado di insofferenza condivisa per un personaggio, infierire su di lui fa scattare un meccanismo di solidarietà e simpatia nei suoi confronti.
In termini molto più seri, è quanto succede appena si profila l'ipotesi che il criminale Saddam possa venire giustiziato.
L'Europa, Blair compreso, ha detto no.
Anche lo scrittore Tahar Ben Jelloun, marocchino, con una bella analisi pubblicata dall'Espresso, si schiera contro la pena di morte. Se fosse ucciso, il dittatore iracheno diventerebbe probabilmente una vittima, un martire, e a niente servirebbe elencare i suoi orrendi crimini.
D'altronde, che dire dello strazio causato all'Iraq dall'insensata guerra di Bush? Centinaia di morti al giorno: giovani in cerca di lavoro, bambini, uomini e donne che cercano di sopravvivere. Oltre ai soldati americani caduti. Guantanamo, Abu Graib, e così via.
La forma più alta di civiltà per me è rifiutare la pena di morte.
E questo mi piacerebbe valesse anche per gli Stati Uniti.
Quindi chiuderei per sempre in gattabuia, a meditare sui suoi crimini, Saddam Hussein. Però, per un tot di giorni porterei da lui anche Bush, e li lascerei soli. A discutere, o semplicemente guardarsi in cagnesco. Ma senza il potere di ordinare a sudditi e militari stragi, bombe, attacchi kamikaze e torture.

Pubblicato il 17/11/2006 alle 21.42 nella rubrica Diario.

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